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Chiesa della SS. Trinità

La SS. Trinità, posta di fronte al Castello Aragonese, venne iniziata a costruire intorno al 1750 come chiesa del convento di San Francesco d’Assisi. Nota anche come la Chiesa Nuova, è caratterizzata dalla facciata in mattoni di colore rosso.
La costruzione fu iniziata grazie ai fondi lasciati nel 1702 dal barone Felice Pellegrini, fratello di Marziale, ministro generale dell’ordine Francescano. Il progetto, tuttavia, richiese tempi lunghi, anche perché il lascito fu fortemente osteggiato dalla famiglia Pellegrini che si riteneva ridotta in povertà. Quando nel 1809 fu soppresso il convento francescano, erano state solamente costruite la tribuna con i due corpi laterali della sagrestia e del cappellone del Sacro Cuore. Nel 1816 fu assorbita dal clero secolare, che decise di completarla per farne la nuova chiesa parrocchiale dell’abitato, che estesosi lungo l’attuale corso Garibaldi, era fin troppo lontane dalle antiche chiesa di Santa Maria del Castello, San Pietro la cattolica e San Giuliano. La stessa chiesa di San Pietro fu demolita per riutilizzare il materiale nella nuova costruzione, che comunque, per tutta la prima metà dell’Ottocento, proseguì lentamente per mancanza di fondi. L’unione dei tre cleri castrovillaresi nel 1847 permise di accelerarne i lavori e la chiesa fu ufficialmente inaugurata la Domenica delle Palme del 1852. Restarono incomplete, ed ancora oggi lo sono, la cupola che conserva la struttura provvisoria in legno e la facciata che doveva essere intonacata e dotata di elementi architettonici d’abbellimento.
Al suo interno, nel complesso spoglio, si trovano arredi sacri in gran parte provenienti da chiese e monasteri soppressi, come l’altare di Sant’Anna ed il ciborio incrostato di madreperla dell’altare maggiore provenienti dal convento dei Cappuccini.
Gli stucchi furono eseguiti da Vincenzo Forte di Calvanico nel 1860. La cantoria, realizzata sul finire del secolo scorso, è costituita da una notevole struttura in ferro sostenuta da colonne in ghisa
Nella tribuna vi sono custodite numerose opere, tra cui la SS. Trinità di Raffaele Aloisio, pittore originario di Aiello Calabro, commissionata da esponenti della facoltosa borghesia locale. Nel transetto a sinistra si trovano le spoglie del colonnello garibaldino Giuseppe Pace. Nella sagrestia, infine, si trovano l’archivio del clero, oltre ad alcuni parati in stoffe preziose ottocentesche, ricamate d’oro.


lunedì 9 novembre 2015 10.45.04

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